ANDREA VITTI è un giovane pugliese che spazia con la sua arte attraverso vari media, tutti però accomunati da un comune denominatore rappresentato dalla sua particolare visione ironica: prendere un'oggetto, svuotarlo del suo significato originario con modifiche o aggiunte di elementi, e trasformarlo in "altro da sè" lasciando comunque intatta l'originaria percezione allo spettatore. Così un'apparentemente anonima sedia, oggetto creato per essere usato da una singola persona, si trasforma in un microcosmo pullulante di volti, scritte colorate e paesaggi.Altrettanto particolari sono le sue creazioni con il Das: oggetti creati dal nulla, al cui interno vi è un buco, il nulla appunto, circondato dai più svariati colori. Un'antitesi perfettamente in linea con la sua visione artistica.
MARTINA SCARPELLI, che ha già avuto modo di esporre in spazi a lei dedicati, fa del suo tratto fine e nervoso la sua caratteristica predominanate. La sua semplicità la porta a creare situazioni e personaggi legati alla vita di tutti i giorni ma vissuti in un incessante zigzagare delle linee, che sembra non trovino mai pace e che descrivono incontri, attimi, momenti (e movimenti) che non si fermano alla tela ma che invadono anche gli oggetti che al quotidiano appartengono, come le scarpe, gli occhiali da sci e l'impermeabile che la giovane artista ha voluto esibire. Ma è il concetto di "quotidiano" che assume un nuovo significato: infatti ad essa appartiene, non solo la realtà tangibile, ma anche il mondo dell'onirico e dell'inconscio con le sue paure e le sue figure deformate, con cui si crea un sottile e vivace intreccio in cui la differenza tra sogno e veglia diventa solo una questione di percezione. Dell'artista e anche dello spettatore.

Nessun commento:
Posta un commento